8 ottobre 2013 – Quando la croce parla

Questa prima parte del corso è tesa ad evidenziare come l'arte costituisca un veicolo di comprensione delle radici cristiane sia attraverso il significato teologico-biblico che mediante la lettura degli elementi iconografici a partire dalla forma della croce, dai chiodi, dalla corona di spine, dalla tavoletta su cui poggiano i piedi di Gesù e dai personaggi che affollano la scena della croce. Solo dal V secolo d. C. appare la figura di Cristo in quanto la morte in croce era considerata cruenta e scandalo per i cristiani. Dal VI secolo il crocifisso è trionfante, per cui il Cristo vivente è il Signore della vita che dà sicurezza per poi giungere verso il 1000 al Cristo morto e paziente che condivide il limite, la sofferenza, il dolore (si pensi al Cristo di Polverara, 1370-1380). In tale ottica si rende partecipe il fedele – attraverso i chiodi, le piaghe il costato squarciato – della profonda unione di Cristo alla vita umana. Ancora nel crocifisso di S. Andrea di Cadoneghe si vede Maria accasciata dal dolore, immagine rappresentativa della Chiesa fedele anche nella morte di Gesù. Col Rinascimento, Cristo è l'uomo ideale: vengono esaltate le giuste proporzioni del corpo, perfetto anche nella sofferenza (si pensi a Santa Tecla di Este). Nel periodo controriformistico, si acuisce la tensione tra estasi e pianto: la meditazione sulla sofferenza è presente unitamente ad un certo misticismo, alla spinta verso la spiritualità e l'interiorità. Necessario diventa il richiamo all'arte moderna in seguito all'iniquità del male della II guerra mondiale, di cui Marc Chagall è uno degli interpreti. La croce rappresenta la rilettura di tutta la storia biblica che si compie in Cristo. 
Dopo l'intervento di don Giorgio Bezze, la Dott.ssa Favaron relaziona sulla croce e sul crocifisso nell'arte paleocristiana e sui reperti esistenti della diocesi di Padova, evidenziando come l'arte cristiana dei primi secoli si basi su scene figurative ed immagini simboliche che traggono spunto dal mondo greco-romano, rielaborato in tema cristiano (il Buon Pastore che rimanda ad una fatica di Ercole o il Cristo che spiega ai fedeli come il filosofo greco che ammaestra i giovani). Altri simboli come il pesce, l'ancora, il monogramma costituiscono già a partire dal II secolo d. C. una forma sintetica della religiosità cristiana. Dal V-VI secolo cominciano ad essere commissionate le crocette che contenevano reliquie mentre nell'VIII secolo, in ambiente longobardo, la croce di Desiderio, conservata al museo Santa Giulia di Brescia, costuituisce una testimonianza importante del fatto che la crocifissione non viene rappresentata. Abbaimo poche testimonianze sul primo Cristianesimo per Padova e provincia dal IV all'VIII-IX secolo d.C. e questo per ragioni storiche (passaggio degli ungari nell'800 d. C.,  terremoti) a parte S. Giustina, dove troviamo l'iscrizione dedicatoria della basilica oppure il timpano dell'altare dei martiri presso la cattedrale di Padova, il tutto a testimonianza di come croce e crocifisso fossero su strade parallele nei primi secoli del Cristianesimo.