26 settembre 2013 – L'IRC nella continuità delle scuole del primo ciclo

Il quesito a cui si cerca di rispondere è: Cosa resta dell'IRC attraverso il nostro lavoro ? Ebbene, dobbiamo partire dal concetto di competenza dibattuto e gestito attraverso tre logiche differenti:
– modello comportamentalista, che ricerca la migliore prestazione tra le molte possibili;
– modello cognitivista, che distingue tra “performance” e “competence”;
– modello personalista che ha il suo focus sulla “persona competente”. In questo modello avendo acquisito abilità e schemi, l'alunno li interiorizza e li mette in gioco sulla base delle sue convinzioni ed esperienze. Per lo studioso Pellerey, una competenza presuppone una serie di risorse da mobilitare ma non si confonde con esse…
Al fine di comprendere a fondo tali modelli è bene partire da un profilo:
– Pecup della riforma Moratti;
– Indicazioni per il curricolo di Fioroni;
– Revisione delle indicazioni del 2012 e riforma del profilo in uscita.
Mediante il Pecup il “sapere” e il “fare” sono finalizzati all'essere della persona; invece, la revisione delle indicazioni del 2012 si colloca in un'area di confine tra il Pecup del 2004 ed il curricolo. In particolare, si fa riferimento al vissuto di ogni singolo allievo e ciò va verso un'apertura al modello personalista caratterizzato da tre dimensioni, tre istanze a cui contribuisce ogni disciplina:
– Identità e orientamento (conoscenza del sé);
– strumenti culturali (leggere e interpretare la realtà, interiorizzandola in modo critico);
– convivenza civile (relazioni interpersonali e responsabilità sociali).
Ebbene, in che modo l'IRC può contribuire ad un profilo complessivo di studente che rappresenta ad un tempo una “paideia” personale e culturale ? Il profilo deve dunque costituire uno strumento quotidiano per dire che ciò che insegniamo serve ai nostri alunni come persone. Proprio in questa logica occorre rileggere i TSC IRC come momento di unione tra la dimensione culturale e quella esistenziale. Inoltre, per ogni TSC occorre dare risalto rispettivamente all'area cognitiva (apprendere, riflettere); a quella esistenziale (interorgarsi); e a quella relazionale ( mettere in pratica, agire). Nel proseguire gli incontri si darà risposta ad alcuni punti di attenzione su cui confrontarsi:
1) Quale contributo dell'IRC al profilo di persona competente?
2) Quali temi forti ed episodi significativi (gli episodi biblici significativi) che curiamo in modo particolare come proposta formativa?
3) quali esperienze euristiche generative di competenze ci auguriamo che, formativamente parlando, suscitino “qualcosa” di importante nei nostri alunni?